 |
Appunti sulla produzione dell'acciaio.

1) Produzione con ciclo integrale.
Nella moderna siderurgia i procedimenti più comunemente utilizzati
per produrre acciaio possono essere ricondotti a due: acciaio ottenuto
dal minerale oppure dalla fusione dei rottami di ferro.
Nel primo caso lo stabilimento per la produzione è denominato a
"ciclo integrale'': questo significa che è necessario disporre
di tutti quegli impianti ed attrezzature che consentano la trasformazione
chimico fisica del minerale (ossidi di ferro) in acciaio.
Il minerale necessita di un'accurata preparazione e miscelazione con altre
sostanze (in particolare calcare) per ottenere quell'arricchimento e quella
composizione chimico-fisica necessari per la sua trasformazione.
I metodi di trattamento sono molti e tutti volti a far sì che il
minerale e gli altri componenti aggregati siano trasformati in "piccoli
pezzetti'', denominati "pellets'', così da renderli atti alla
preparazione della carica dell'altoforno.
Quest'ultimo è un forno del tipo a "tino'', continuo, nel
quale il minerale, sottoposto ad alta temperatura si trasforma in ghisa
(ferro ad alto contenuto di carbonio).
La temperatura alla quale inizia la riduzione del minerale è intorno
agli 800 gradi centigradi ed è ottenuta mediante la combustione
del carbone coke, caricato assieme al minerale.
I processi e gli impianti utilizzati per la preparazione della carica
dell'altoforno sono, sinteticamente, i seguenti:
- produzione del carbon coke:
si ottiene dalla combustione del carbon fossile nelle cokerie: sono batterie
di forni contigui (in genere da 20 a 30), nei quali da una parte si immette
il carbon fossile e, dall'altra dopo la combustione, si estrae il coke,
che verrà successivamente inviato all'altoforno.
- trasformazione del minerale in pellets:
impianti di lavaggio, frantumazione, setacciatura, omogeneizzazione e
pellettizzazione .
All'uscita dall'altoforno la ghisa viene colata direttamente in un contenitore
mobile su rotaie, chiamato carro siluro, tramite il quale viene trasportata
all'acciaieria per la trasformazione in acciaio.
Il processo per la preparazione dell'acciaio consiste nella decarburazione
della ghisa e nell'aggiunta di componenti che consentano di ottenere quel
grado di durezza e resistenza desiderato.
Per far ciò occorre nuovamente riscaldare la ghisa in appositi
forni, denominati convertitori (fig. 3), nei quali la ghisa si affina
e si trasforma in acciaio.
Vi sono naturalmente diversi tipi di convertitori e di sistemi di affinazione
della ghisa, sui quali si ritiene superfluo soffermarsi.
Tutto quanto sopra descritto è parte integrante di uno stabilimento
siderurgico a ciclo integrale.
In Italia, gli stabilimenti di questo tipo sono perlopiù gli ex
ITALSIDER (Taranto, Piombino, Genova e Trieste, per citare i più
importanti).
2) Produzione con forno elettrico.
Gli stabilimenti siderurgici che producono acciaio direttamente dai rottami
non necessitano di impianti e macchinari finalizzati alla produzione della
ghisa ed alla sua trasformazione in acciaio.
Sono pertanto, a parità di prodotto, di dimensioni e valori minori,
permettendo la realizzazione di stabilimenti anche di capacità
modesta, le cosiddette mini-acciaierie, con accettabili rapporti tra investimento
e capacità produttiva, senza rinunciare a volumi di produzione
anche ragguardevoli.
Oltre a ciò presentano altri vantaggi, che compensano l'elevato
consumo di energia elettrica necessario per il loro funzionamento: maggior
elasticità di impiego (si possono produrre anche acciai inox),
rapidità di messa in marcia, maggior possibilità di controllare
i processi di trasformazione chimica, indipendenza dell'installazione
da porti o altre importanti stazioni di smistamento merci.
L'acciaio, in questi impianti, è ottenuto dalla fusione dei rottami
di ferro opportunamente preparati e selezionati per evitare inconvenienti
durante la trasformazione (esplosioni, cattiva qualità).
La fusione avviene nel forno elettrico che, di norma, è di due
tipi:
- forno ad arco
- forno ad induzione.
Nei forni ad arco, i più impiegati, il calore viene apportato
dalla radiazione dell'arco che si forma tra gli elettrodi di grafite ed
il bagno.
La potenza in gioco può variare da 500 ad oltre 100.000 kVA.
La capacità del forno è misurata dal diametro del bacino.
I consumi sono dell'ordine di 500-700 kwh per tonnellata di prodotto.
La temperatura dell'arco raggiunge i 3500 gradi centigradi.
I forni ad induzione, sono basati sul principio del passaggio di
un intenso flusso elettromagnetico (e quindi di calore), dove la carica
metallica rappresenta il secondario di un trasformatore.
In genere vengono impiegati quando si vuol procedere ad una rifusione.
3) Lavorazione dell'acciaio.
Una volta prodotto, all'acciaio si deve imprimere la forma finale desiderata.
Questa parte del processo di fabbricazione dell'acciaio è comune
alle due modalità di produzione sopra descritte.
Due sono i modi di procedere.
a) Laminazione.
L'acciaio può essere colato "in fossa'' nelle lingottiere,
nelle quali solidifica e viene successivamente laminato sino a diventare
prodotto finito.
Ottenuto il lingotto, si procede alla sua trasformazione nel prodotto
desiderato nel laminatoio, che può essere a "caldo'' o a "freddo''.
a1) Laminatoi a caldo.
Con il processo di laminazione a caldo il lingotto viene prima riscaldato
(forni a pozzo, a spinta, a suola rotante) a temperature fino a 1200 C°
e quindi portato alla forma finale da una serie di cilindri disposti in
diverse posizioni, nelle cosiddette "gabbie'' di laminazione.
I principali tipi di laminatoio consistono in due, tre, quattro cilindri
sovrapposti, contenuti nelle gabbie.
L'insieme di ciascuno viene chiamato duo, trio, doppio duo o quarto rispettivamente.
Il lingotto viene schiacciato tra i cilindri, passando sempre in una sola
direzione, o mutando alternativamente la direzione al cambiare del senso
di rotazione dei cilindri, sino ad ottenere lo spessore desiderato.
I vari tipi di laminatoi, chiamati "treni'', che vengono usualmente
impiegati per ottenere i diversi prodotti, sono:
1) laminatoi sbozzatori di prima laminazione (da lingotti), che si dividono
in
- treni blooming per blumi (sezione quadra)
- treni slabbing per bramme (sezione rettangolare)
- treni perforatori per sbozzati per tubi
2) laminatoi sbozzatori di seconda laminazione
- treni billette (sezione quadra)
- treni bidoni per lamierini
3) laminatoi finitori di prima laminazione (da lingotti)
- treni per prodotti larghi piatti
- treni lamiere
3) laminatoi finitori di seconda laminazione
- treni per barre e profilati
- treni per vergella
- treni per nastro
- treni per lamiere
- treni per lamierini
- treni per tubi.
a2) Laminatoi a freddo.
Lo scopo di questo tipo di lavorazione è quello di ottenere, con
una deformazione plastica, senza apporto di calore, una superficie del
metallo più compatta e liscia, con marcate variazioni delle caratteristiche
meccaniche del prodotto.
La laminazione può avvenire con un duo reversibile ("skin
pass'', leggere riduzioni) o con un quarto, con il quale vengono esercitate
pressioni fortissime con conseguenti elevate riduzioni di spessore.
Una speciale sistemazione dei cilindri fu ideata da Sendzimir:
si tratta di un laminatoio a cilindri multipli, con il quale si possono
ottenere riduzioni del 97% con passate dal 20% al 50%, a seconda del tipo
di acciaio.
Questo tipo di laminatoio è particolarmente impiegato per la lavorazione
di acciai molto tenaci, come gli inossidabili.
I motori di azionamento dei laminatoi sono, normalmente, del tipo a corrente
continua, di ragguardevole potenza e costo (si stima un milione di lire
italiane a kw) e rappresentano la parte più sollecitata di un laminatoio,
cui nel caso di acciaieria con forno elettrico occorre aggiungere la sottostazione
di trasformazione.
b) Colata continua.
L'acciaio può essere colato direttamente, prendendo la sua forma
definitiva, in una macchina di colata continua , che "salta'' i passaggi
di raffreddamento e successivo riscaldamento (necessario per la laminazione
del prodotto).
La macchina è di fatto una lingottiera oscillante, nella quale
l'acciaio, colato liquido, assume la forma voluta, che gli è impressa
dalla sezione del canale di colata.
Il procedimento è il seguente.
L'acciaio, proveniente dall'acciaieria, è versato in una siviera
("secchio'') quindi, tramite carroponte, posto in posizione di colaggio
e da qui colato nella lingottiera della macchina di colata continua.
La lingottiera è costituita generalmente da pareti in rame, raffreddate
ad acqua, in cui avviene già la solidificazione superficiale dell'acciaio.
Logicamente il percorso dell'acciaio è piuttosto lungo per consentine
il raffreddamento, per cui l'ingombro di una macchina di colata continua
è notevole, anche se, rispetto ai primi modelli che erano verticali,
ora le moderne macchine si sviluppano lungo una linea curva , che riduce
notevolmente la necessità dello spazio disponibile in altezza.
A seconda dei casi il prodotto in uscita dalla macchina può essere
ancora laminato, oppure tagliato, raffreddato e venduto tal quale.
In Europa, i costruttori più accreditati sono: Danieli, Demag e
Voest Alpine.
Il costo di una macchina in grado di produrre, in un anno, circa 1 milione
di tonnellate di acciaio, è di 30-40 miliardi di lire italiane.
|